Arte e Poesia |
A cura di |
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Silvia Ferrara
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Giornalista e critico d'arte |
Alla ricerca di una nuova “prospezione”
L’appuntamento che annualmente vede protagonisti Immagine e Poesia, Arte Città Amica con i suoi artisti e l’opera poetica di Laurence Ferlinghetti, si rinnova con successo e con curiosità del pubblico.
Con mia grande gioia mi ritrovo ad esplorare e carpire ogni segreto dei versi del noto vate.
Quante volte abbiamo letto il capolavoro di Herman Melville “Moby Dick” e quante abbiamo condotto i nostri pensieri nella lotta perpetua tra il Bene e il Male: in tale poesia si desidera andare oltre e far viaggiare l’animo in un luogo incontaminato, ove il simbolo principale della Natura è la nota Balena che nonostante tutto ne rincorre un’altra ed “esausta” emette un dolce canto.
Il simbolismo presente nella poesia di Laurence Ferlinghetti, si ripete nei versi che si susseguono come a posto in evidenza Lidia Chiarelli, presidente dell’Associazione Immagine e Poesia: “la Grande Balena menzionata alcune volte, diventa il simbolo di ciò che resta della natura incontaminata ed Achab si trasforma nel Capitano Morte”.
Un significativo aforisma del famoso Colbert così dice: “le balene non cantano perché hanno una risposta, cantano perché hanno una canzone piena d’animo”.
Questo verso della poesia di Ferlinghetti mi colpisce particolarmente: “è le balene dagli occhi blu – esauste e in fuga – che ancora cantano l’una all’altra”.
Tali versi raccontano anche di un universo infinito ove un mare turneriano avvolge con la sua immensità i personaggi simbolo dell’opera poetica di Ferlinghetti.
Gli artisti sono chiamati ad esporre proponendo opere sia ispirate alle poesia, sia seguendo un tema libero.
Di certo la tematica è attuale e porta a riflettere, ma ciò che si evidenzia è come tale desiderio di contemporaneità assoluta rievochi talvolta un espressione artistica che rimanda a tempi trascorsi.
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